La consulenza filosofica:se non ti basta vivere

occhi2.JPG    SE NON TI BASTA VIVERE…

 

  • Se non ti basta vivere, ma ti capita di chiederti: Come sto vivendo? Cosa sto facendo?
  • Se ti senti afflitto  e un po’ perso in problemi che non riesci a risolvere e senti che non puoi cavartela
  • Se senti che stai vivendo tra parentesi, sprecato, come se tutte le tue potenzialità di vita non siano espresse
  • Se senti impellente il bisogno di capire la tua vita e che ci sia qualcuno che ti rispetti e  ti capisca, capendo insieme con te
  • Perché solo in questo modo trovi che la tua vita può assumere un valore e un senso
  • Se vuoi che  i tuoi pensieri, i tuoi singoli pensieri e sentimenti escano dalla solitudine e siano ascoltati, rispettati e ponderati, non fagocitati in qualche terapia o risposta consolatoria

 

Allora

 

Ciò di cui hai bisogno è un consulente filosofico.

Ovvero: sei il perfetto ospite del consulente filosofico.

  

Quali tipologie di problemi puoi mettere sul tappeto?

 

-         Delusioni di vario genere

-         esperienze impreviste, scherzi del destino

-         rapporti difficili con altre persone (es. crisi stagnanti o conflitti nella coppia)

-         esperienza di fallimento (es. tentativi di autorealizzazione naufragati), ostacoli nello sviluppo soggettivo

-         esperienza di sopraffazione

-         crisi e inquietudine sulle certezze apparentemente consolidate, insicurezza riguardo il comportamento che stai tenendo, dubbi della coscienza

-         pretese che provengono o da te stesso o dall’esterno e che ti impongono imperativi, comandi che non riesci a soddisfare

-         situazioni in cui sei incappato perché  dubbioso sulla scelta da compiere e quindi rimandi le decisioni

-         situazioni in cui ti trovi impigliato  perché hai interiormente dei principi ai quali non puoi derogare

-         senti che la tua vita si trova in un vicolo cieco

-         bilancio negativo della tua esistenza

-         bilancio privo di significato della tua esistenza su cui senti l’esigenza di riflettere

-         altro

 

 COME USCIRNE? 

In ciò che ti sta accadendo un ruolo lo riveste il tuo pensiero, i tuoi pensieri sul mondo, quello che tu pensi di pensare che sia giusto o non sia giusto, che abbia valore o meno, ovvero la tua sotterranea inconsapevole  visione del mondo; sono  le tue sottese valutazioni etiche a impigliarti nella rete

Non te ne rendi conto, ma spesso sono proprio queste idee sotterranee ad avere effetti catastrofici sulla tua vita

 

 

Immagina di riuscire  a disseppellire queste idee, di lavorarci sopra e magari di cambiarle…

Per fare questo non c’è un’ unica strada (un metodo) ma ogni volta bisognerà cercare la strada giusta per fare chiarezza  e sabotare il tuo metodo, la tua strada

 

 

Dal corso della tua vita, dalla tua vita emergono delle domande:

se sei disponibile ad esprimerle, ad avere il coraggio di non conservarle nel cuore, e di problematizzare tutto ciò che sai, allora queste domande potranno tornare indietro fino alle loro radici e potrai riflettere a partire da esse

 

Quello che non accadrà da un consulente filosofico è di sentir parlare di filosofi o di filosofie, così come quando vai dal medico perché hai l’influenza non sentirai una conferenza sull’innalzamento della temperatura corporea

 

Non ti verranno servite teorie ( A colazione un Socrate corroborante, a pranzo Platone – hai più tempo per digerire -  e la sera, per rimanere leggeri, magari un poco di massime epicuree)

Le filosofie e i filosofi sono stati già mangiati  e digeriti dal tuo consulente filosofico, il quale ha strasformato tutto il sapere appreso in ossa, muscoli e  sangue, e soprattutto in un sesto senso, una capacità di muoversi tra i pensieri come in sentieri conosciuti; prendendoti per mano insieme ti porterà in sentieri nuovi e diversi. Con lui finalmente la filosofia mette le mani in pasta, scende sul terreno della pratica e dei problemi concreti delle persone. Non sarai solo.

 

In secondo luogo non sarai un malato, né un soggetto da studiare, un disabile da trattare,  in cui cogliere tratti del disturbo; non sarai il caso particolare sussumibile – sottomesso e sottoposto - sotto una teoria.

Non ci sarà disuguaglianza, quella che solitamente si instaura  tra un paziente e un curatore (fatto che spesso provoca avversione).

Non ci sarà rigidità, ovvero una procedura da applicare: la filosofia studiata dal consulente non consiste in “una “ teoria  scientifica dimostrata contro la quale non si può obiettare nulla, ma è qualcosa di diverso, è il ripensamento di tante teorie diverse.

Non si cercherà di cogliere con sospetto, sotto il tuo discorso, un altro discorso, quello vero, che sarebbe stato camuffato dal tuo, ma si partirà da ciò che tu dirai. Nessuna smania di interpretazione.

Sarai visto e capito, considerato e accettato come te stesso e non come espressione o manifestazione di qualcos’altro.Saranno trattati i tuoi problemi ma tu non sarai trattato come problema.

 

L’aiuto di cui hai bisogno non lo giudicherà un altro

 

Esiste un modo produttivo di pensare i problemi:  non si tratta di estirpare problemi per divenire poi individui finalmente beati.

Sarai un individuo a tutti gli effetti che dialogherà con un altro individuo, in modo libero e razionale: non sarà un dialogo terapeutico.

Ma sarete due persone che pensano insieme, cercando di andare oltre, di vivificare e fluidificare un pensiero che si è arenato.

Magari analizzando, o provocando, o sintetizzando o…

 

PORTANDO L’ATTENZIONE SU ALTRE VALUTAZIONI

Aprendoti a  prospettive o speranze rimaste finora bloccate.

I tuoi bisogni non saranno semplicemente serviti, ma analizzati, criticati in modo approfondito: bonificati, non soddisfatti.

Non avrai consigli ma verrà problematizzato il tuo desiderio di consigli.

I tuoi desideri e le tue aspettative non verranno soddisfatte ma su di essi si rifletterà.

Cosa è l’aiuto? Bisogna domandarselo.

 

Parlando del tuo disagio, e partendo dal disagio che tu porti all’attenzione,  il tuo argomento mostrerà di cominciare a “muoversi”, a svilupparsi, a mostrare le interne sue contraddizioni, autonomamente, senza divenire un oggetto materiale sul quale fare chiarezza.

Prendendo coscienza di chi sei, pensando alla tua vita, magari mettendola in discussione, essa andrà avanti e si ravvivaerà;  sarà la tua vita a premere sul pensiero  indicandogli la strada

 

Che dire dei disturbi organici?

Spesso il nostro corpo attraverso le malattie e i suoi sintomi (es. ulcera) è come se “commentasse” ciò che stiamo vivendo, quindi si può ricostruire la ragione, l’aspetto razionale della malattia: in questo caso è lo spirito ad andare a scuola dal corpo

 

Chi è, dunque,  e chi non è il consulente filosofico?

Un individuo che ha riflettuto di più, che forse ha più conoscenze, ma garantisce in prima persona, con la propria esperienza, la validità di ciò che pensa. Garantisce lui. In quanto non espone alcun pensiero che non possa presentare come suo , che non lo renda “ragionevole” (e quindi ragionevoli le cose che dice) ai propri stessi occhi

E’ comprensibile in quanto non solo conosce e sa ripetere un problema filosofico, ma lo possiede come problema personale, eventualmente anche non risolto

Si sottrae alle critiche che al filosofoi vengono rivolte, cioè di on essere pratico

Non è mediatore del sapere, cioè non è filosofo insegnante                           

Non è un amministratore di teorie

 

 angel051.gif                                                                                                                           oriana guarino

                                                                                                              filosofa